lunedì 13 febbraio 2012

Hanno votato per gli altri!

Lo sfogo di Marta Vincenzi su Twitter dopo la sconfitta alle primarie di Genova è a suo modo un perfetto esempio di come NON va fatta la comunicazione politica, non solo sui social network.

Sappiamo tutti come sono andate le cose: Marta Vincenzi, sindaco uscente di Genova, viene sconfitta alle primarie per la scelta del candidato sindaco dall'outsider Marco Doria, sostenuto da Nichi Vendola. Complice la disastrosa gestione dell'alluvione di novembre la Vincenzi ha rimediato una sonora batosta ma, invece di prendere la sconfitta con sportività o compostezza istituzionale, la sindachessa ha iniziato a lanciare una serie di improperi dal suo account Twitter. Tanto che alcuni hanno pensato che il suo account fosse stato hackerato.

Nulla di tutto questo: la Vincenzi ha confermato di essere lei l'autrice di perle come "Basta con sta fissa delle infrastrutture, di Smart cities. Vuoi mettere come e' meglio parlare di beni comuni? Specie se benedisce Don Gallo" o ancora "Del resto una donna cosa n'e capisce? Penserà mica di essere meglio degli amministrativisti che l'hanno preceduta?".

Al netto degli errori di ortografia e grammatica, lo sfogo della Vincenzi è comunque quanto di più sbagliato e improvvido possa fare un politico, specie un amministratore locale, di fronte a una sconfitta. Possiamo infatti evidenziare alcuni errori tipici di comunicazione:

  • Uso distorto del mezzo: Twitter si usa per brevi pensieri autoconclusivi, non per spezzettare un lungo sermone, peraltro sconclusionato perché scritto di getto e in preda all'ira funesta

  • Incapacità di adattare il proprio pensiero alla platea: ok, passi pure lo sfogo sanguigno, ma i follower non seguono un account per intercettare i suoi umori del momento. Su Twitter corrono riflessioni, informazioni o rimandi ad articoli più estesi dove si ha il tempo e lo spazio per espandere il proprio pensiero. Invadere la Timeline dei propri fan in questo modo può andar bene per uno, massimo due tweet. Poi scatta il defollow. La Vincenzi, o chi per lei cura l'account Twitter, dovrebbe saperlo.

  • Vittimismo esasperato: la Vincenzi  infine, come altri prima di lei, ripropone il tormentone-piagnisteo di chi, vedendosi sottrarre voti da parte di candidati più appetibili, accusa questi ultimi di avergli rubato i voti. Come se "rubare voti" all'avversario non fosse lo scopo di OGNI candidato politico con un po' di sale in zucca. Le campagne elettorali hanno proprio lo scopo di conquistare i consensi di chi prima non ti votava. Se le perdi è solo per un motivo: non sei stato capace di prendere abbastanza voti. Il resto è fuffa.